THOMAS LUSSI
33 GIRI TRA CREATIVITA' ED INVENZIONE
L’idea di base del mio lavoro è quella di riciclare e trasformare creativamente gli oggetti arrivati alla fine del loro ciclo funzionale o quelli risultato di scarto delle produzioni industriali donandogli una nuova vita di uso comune.
Un semplice vinile si modella per diventare un nuovo oggetto di arredamento, decorativo e molto più complesso ed espressivo di ciò che era in origine.
La manualità è il fulcro nella mia attività di trasformazione ma non rimane secondaria la capacità creativa d’invenzione nelle rappresentazioni di nuove idee sul tema dell’orologio, della musica e del tempo.
LA LAVORAZIONE
L’attenzione è quella di controllare attraverso la ricerca storica che i dischi da lavorare non abbiano valore musicale e culturale.
La lavorazione mescola il tempo della progettazione a quello della realizzazione: il tempo diventa una strumento necessario per sviluppare il processo esecutivo, nel rispetto delle capacità produttive dell'individuo e della sua energia mentale e creativa.
Rimane una mia prerogativa quella di affiancare all’esposizione anche il LABORATORIO DIMOSTRATIVO poichè credo che possa rendere più visibile la manualità e l’originalità del manufatto.
LA COLORAZIONE
La colorazione ha un legame stretto con la cultura di strada della Spray Art, del “graffito”, appartenente alle correnti underground e viene realizzata con delle bombolette tenute in orizzontale.
Negli anni ho cominciato a sperimentare tecniche legate alla cultura della “Spary Painting Art” per arricchire di effetti espressivi la mia gamma cromatica.
IL MATERIALE
Il materiale utlizzato è principalmente il vinile in formato 33 o 45 giri, ma resta dominante l’idea del recupero, perciò nella mia produzione si possono ritrovare altri materiali recuperati dallo scarto quotidiano di materiali della città, come i pannelli di plastica dei contenitori alimentari.
TERRACOTTA E LAVORAZIONE RAKU
LA LAVORAZIONE
La tecnica RAKU nasce nel 1600 in Giappone ed è legata originariamente alla cerimonia del Thè.
Scelgo di lavorare inizialmente la creta utilizzando la tecnica della sfoglia stesa a mano con un mattarello da cucina.
Per gli altri oggetti la sfoglia viene lavorata direttamente dandole la forma finale: salvadanai, ciotole o ciondoli.
Una volta fatta asciugare a 'durezza cuoio' l’argilla vengono rifiniti i dettagli del volto.
Si passa poi ad essicatura, finita laquale si passa alla prima cottura 'a biscotto', per poi passare alla smaltatura.
IL MATERIALE
Vi sono moltissime possibilità per ottenere i colori: al variare di un singolo elemento si ottengono risultati molto differenti sui colori.
LA SMALTATURA
Si portano le maschere a temperatura tra 950-1000°C per estrarle ancora roventi dal forno e per farle raffreddare velocemente in combustibile per effettuarne la riduzione. Questo processo caratterizza le sfumature di colore presenti sulle superfici smaltate e lo schock termico crea quelle minuscole fratture che sono caratteristiche della tecnica RAKU.
LA MASCHERA
I caratteri passano in rassegna la commedia del Teatro italiano ma sicuramente le maschere di impronta etnica influenzeranno presto la mia ricerca.
Maschere africane e orientali, a confronto con quelle regionali italiane costituiscono una spinta creativa per sviluppare sempre nuove figure.

